Una scuola per i territori: l’istituto d’Agraria a Bedonia come opportunità rurale.

Una nuova scuola, forse un innovativo metodo scolastico.

Se prenderà piede l’idea di un istituto agrario a Bedonia, occorre farne una reale opportunità non solo per gli studenti che la frequenteranno, ma per tutto il sistema di territori che ne costituiscono il bacino d’utenza e che da quella scuola possono trarre beneficio.

Quindi, a partire dalla necessità di valorizzare la qualità dei prodotti agricoli di montagna, una scuola ad indirizzo agrario, oltre a formare tecnicamente e professionalmente gli studenti, non può prescindere dall’affrontare anche insegnamenti sull’informazione e la promozione del territorio attraverso le tipicità produttive: in altre parole, lo studio e la pratica in materia di biodiversità agricola non solo potrebbe formare ragazzi pronti a sostenere un sistema produttivo ad alta qualità ambientale, ma potrebbe fornire loro anche nozioni e conoscenze che li rendano capaci a loro volta di educare ad un consumo consapevole e sostenibile.

Ma l’innovazione potrebbe riguardare anche l’intero vecchio sistema scolastico bedoniese: tenuto conto dell’importante contributo del Seminario (quale istituzione scolastica più prestigiosa?), i cui terreni si prestano a mirate coltivazioni didattiche, anche in alta val Ceno le vecchie scuole comunali hanno trovato una nuova funzionalità, legata alla laboratorietà sociale (quella di Anzola, adatta ai processi partecipativi) e produttiva (quella di Ponteceno, pronta alle pratiche di trasformazione). Possono essere questi ultimi possibili campi di ricerca scientifica a favore della nuova scuola?

Possibile che la nuova scuola agraria sia a tal punto innovativa da diventare una scuola diffusa, ovvero capace di comprendere più territori e competenze che le donerebbero forza e praticità, ma anche capace di operare in sinergia con le persone che abitano quegli stessi territori?

20150909_061958“Ogni cosa alla sua stagione. Mentre alcune cose crescono, altre devono diminuire. Come la decomposizione delle foglie cadute l’anno scorso fornisce sostanze nutritive per la nuova crescita di questa primavera, così certe istituzioni devono essere lasciate al loro declino e decadimento, di modo che il loro capitale e i loro talenti umani possano essere liberati e riciclati per creare nuove organizzazioni”.

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